Grazie Elena Accenti e Cristian Neri, per il SUPER regalo di compleanno!
Autore: Francesco Riggio
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Il futuro di jQuery
Vi riporto una mia traduzione/interpretazione/riassunto di questa interessante chiacchierata sul ruolo ed il futuro della libreria jQuery nella programmazione web, pubblicata da Telerik qui: http://developer.telerik.com/featured/is-jquery-still-relevant/
La chiacchierata, avvenuta via chat Slack, tra programmatori di prestigio e esperienza, come TJ VanToll , Jen Looper , Todd Motto, Jeremy Likness, il nostro connazionale Aurelio De Rosa, Nathanael Anderson, aveva come titolo “Is jQuery still relevant?”, cioè, provocatoriamente, se jQuery può ancora considerarsi rilevante oggi, alla luce del ritorno all’uso del Javascript, con le sue nuove versioni e dei nuovi framework come Angular e React.
Spoiler: la risposta è sì. Ma vediamo come arrivare a questa conclusione, e in quali termini e ambiti.
Qualcuno è più critico, altri meno, ma vediamo i PRO che vengono sottolineati dai partecipanti:- PRO: è la libreria JS più scaricata al mondo, presente da anni, quindi testata, stabile, con una vastità impressionante di plugins, documentazione online, tutorial, snippets, ecc ecc.
- PRO: facile da imparare, per avvicinare i neofiti, e iniziare da subito una interattività nei propri progetti web.
- PRO: compatibilità con versioni di browsers non recenti.
- PRO: introduzione veloce di effetti e interazioni al DOM per siti vetrina, one-page site semplici (“brochure site” come li chiama qualcuno nel post)
- PRO: velocità di realizzazione del prototipo di un progetto.
A questo punto vi chiederete: e perché allora dovremmo mettere in discussione l’uso di jQuery? Uno dei motivi è che ormai la standardizzazione dei browsers fornisce la possibilità di lanciare con sicurezza comandi Javascript nativi (ricordiamo che jQuery è una “interpretazione” di Javascript), senza caricare jQuery, con performance e caricamenti più veloci delle pagine. Ma il vero nodo sono le Web Apps, cioè creare siti che non solo “mostrino cose” ma che “facciano cose”: e-commerce, interazione con dati/database, fornitura di servizi digitali, ecc. Qui librerie come Angular o React hanno sfondato la breccia, non più modificando il DOM, ma addirittura creandolo, fino a gestirlo direttamente. Concetti che peraltro molti dei partecipanti alla discussione riconoscono a jQuery di aver aperto la strada, nelle sue realizzazioni framework jQuery UI e jQuery Mobile (queste sì, ormai veramente obsolete e sorpassate). A conclusione riporterei questa considerazione di TJ VanToll:
TJ VanToll: To me there’s a distinction to be made between web sites and web apps. Web apps tend to be more complex, and more advanced concepts like separation layers can make a big difference. Web sites tend to be a large chunk of the web, and don’t require a whole lot complex. In those cases, cases where Angular, React, and so forth are overkill, I still think jQuery is highly relevant. jQuery plugins are still the easiest way to achieve little effects on brochure sites.
(Trad: Per me va fatta una distinzione fra siti web e app web. Le app web tendono a essere più complesse, con concetti più avanzati come la separazione dei livelli, che possono fare una grande differenza. I siti web sono una grande fetta del web, e non hanno bisogno di particolare complessità. In questi ultimi casi, dove Angular e React e così via sono esagerati, io penso ancora che jQuery sia rilevante. I plugins jQuery sono ancora la via più facile per realizzare semplici effetti nei “siti brochure”.)
Un’ultima nota: Aurelio De Rosa, come ricordato dall’articolo, è the 4th largest contributor to api.jquery.com !
Buona lettura dell’articolo integrale!
Prossimamente conto di tornare sull’argomento jQuery, con le novità della versione 3> di jQuery, le versioni “slim” e l’utilizzo modulare.
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Le mie dimissioni
Mi dimetto, ieri è stato il mio ultimo sì all’incarico da scrutatore elettorale, dopo quasi vent’anni di emozioni, risate, tensioni, incontri con persone splendide, ore insonni, soddisfazioni, delusioni, e permettetemelo, orgoglio civile. Passato gli anta da tempo, meglio lasciare spazio alle nuove leve, giovani capaci e volenterosi. E poi tra lavoro e famiglia non riesco ad avere il tempo e la serenità per farlo. È stata una bella esperienza democratica, gli idioti dei complotti dei brogli, delle matite cancellabili, troveranno pane per i loro denti in quelle persone che ho incontrato al mio fianco, scrutatori, segretari, presidenti di seggio, che hanno sempre sempre sempre fatto in modo che venisse rispettata la volontà dell’elettore.
È un piccolo bel mondo che lascio, mi mancherà, buona fortuna miei ex compagni di scrutinio, grazie a tutte le persone che ho incontrato e con i quali ho contribuito nel mio piccolo a questa preziosa, imperfetta, fragile cosa che è la democrazia.
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Rock & Roll al WordCamp Milano 2016
Senza far rumore sono passati più di dieci anni da quando provai a pubblicare il mio primo blog con WordPress, stupendomi come fosse facile, quante possibilità dava, e che comunità di appassionati c’era dietro. Comunità appassionata e accogliente in formato digitale, ma è bello scoprire che di persona è centordici volte meglio!
L’intervento intenso di Giulia Tosato, che con grazia, modestia e affetto ha illustrato cosa vuol dire frequentare e partecipare ai Camp, i BarCamp, i WordCamp, i MeetUp, mi ha colpito, con le sue “slides viventi” a dimostrare quanto affermava.
Sempre coinvolgente Salvatore “Moebiusmania” Laisa, capace di rendere facili le cose difficili, e di farti pure ridere sopra. Guardate come ipnotizza la platea meglio di un Doctor Strange…
Esserci con gli allievi della scuola dove lavoro, vederli entusiasti e attenti, era una fonte continua di positive thinking e endorfine, e ne avevo bisogno, anche visto il raffreddore mortale di questi giorni. Rebecca, Daniele, Aurora, Giulio, i due Matteo, Erica, le due Martina, Sachin… grazie davvero.
…e ovviamente complimenti e grazie agli organizzatori e ai volontari!
(foto mie tranne 1 di Salvatore Laisa, 4 di Maurizio Melandri, 5 di Mauricio Gelves)
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Eroi del codice
Non sarà facile mettere insieme sulla Terra una squadra di creativi che possa competere con le migliori menti artistiche antropomorfe e non della galassia, pensava U, cacciatore di talenti plutoniano. Era stato incaricato dal Governo Solare di partecipare al prestigioso concorso galattico di Grafica Neurale Pantene, in palio una commessa per la costruzione di un satellite artificiale semi-illegale di piacere a pagamento.U (che in plutoniano significa “Colui Che Cammina Controvento Nel Sole Fischiettando Canzoni Metal”) varcò il cancello della Scuola M (che in milanese significa “Madunine Che Cambiano Colore Se Cambia Il Tempo”), fiero del Raggio Camuffatore che lo faceva apparire come un prestante art-director americano, nascondendo alla vista le sue sembianze reali di globoide lichenico ottopode. A un tavolo, che i terrestri chiamavano “Segreteria”, fu accolto dal barrito di una sorridente signorina occhialuta: “Buongiornooo!!”.
U respinse l’istinto di vaporizzarla con il suo apparente cellulare, che schermava un potente Annichilatore Gamma UltraPerfido: l’avrebbe frammentata in atomi oppure anche resa incapace di ritrovare le chiavi della macchina e di pronunciare correttamente la parola “Slovacchia”.U si schiarì la gola: -“Potrei parlare con il referente della vostra Scuola Neural… ehm Web e Apps?, Ho un concorso da proporre.”
– “Ma ceertoo!” nitrì la signorina, alzando il telefono, -“F. c’è qui il Dottor… U, che vuole parlarti!… sì, certo, ti aspetto. – Scende subito, Dottor U!”
Lo scambio di idee con l’anziano professore vestito con una t-shirt da adolescente fu breve: l’offerta di U di un gettone di partecipazione di 5 kg d’oro, trovò sorprendentemente interessato il prof. F.
Per il giorno dopo stabilirono un incontro con i ragazzi.La mattina successiva, alla spicciolata entrarono i ragazzi, parlando fra di loro. U li scrutò uno per uno come se fossero insetti sezionati sotto un vetrino del microscopio. “Incredibile” – pensò – “sembrano proprio i soggetti ideali… quel ricciolone dinoccolato che mangia una banana… il barbuto con un oggetto solido in un orecchio sembra abbia ingerito un apparecchio radio acceso, fantastico! Per non parlare del ragazzo dotato di poteri mutanti (un superstarnuto che neanche una tempesta solare), il gigante che simula con camicia e cravatta una profonda follia verbale, e infine l’originario di una zona fra Basilicata e Calabria, l’Area 51 italiana che parla una lingua del tutto simile a quella parlata su Gugondolz IV! Ho trovato il mio materiale terrestre!”
U iniziò a parlare ai ragazzi con tono persuasivo, senza nascondere più la sua provenienza aliena: “Amici terrestri! Sono qui a offrirvi un viaggio affascinante, potrete partecipare al prestigioso concorso galattico di Grafica Neurale Pantene, in palio un mese di prestazioni di piaceri semi-illegali gratis per tutti voi!” – calcando sulla parola “tutti” e strizzando uno dei suoi 16 occhi verso alcuni soggetti che aveva già inquadrato come di gusti degni dei Murfoidi Gamberopodi Desquamati di Altair.
Non ci fu un attimo di sconcerto fra i ragazzi. Abituati alle serie TV e al loro coordinatore didattico, vedere un globoide lichenico ottopode non li turbò più di tanto. “Saremo di ritorno per l’apericena?”, “Ascoltate brit-pop su Plutone?”, “C’è gnocca?” furono le uniche domande.
In un lampo di luce i ragazzi scomparvero insieme a U.Sembra che a settembre ritornino.
(Continua…)
(FFrancesco – luglio 2016)
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Un grande pubblico
Per ringraziare tutti i raga del corso Executive, Accademico Primo Anno, Executive Secondo Anno di Web & Apps, e di Grafica Secondo Anno di MOHOLE per il bellissimo anno passato insieme!
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Notizie dal passato

Viviamo nel passato, perché non sono capace di definire come “attualità” o “modernità” il fatto che una grande parte della nostra società italiana non accetti di assegnare uguali diritti fra esseri umani, siano essi eterosessuali o omosessuali. Una legge monca, di facciata, incompleta, ci pone di fronte all’enorme ritardo rispetto a tanti paesi democratici. Assurdamente contrastata poi da una fazione politica, quell’accozzaglia populista del Movimento 5 Stelle, che a parole promulgava la necessità di una legge a favore delle Unioni civili e non solo, e nei fatti ha dimostrato ancora una volta di non voler perseguire percorsi democratici quando ci si trova di fronte a ideali condivisibili.
Ma io sono per una visione positiva del futuro, sia pure nell’amarezza di questi giorni. Alcuni passi importanti sono stati fatti, i tempi non sono maturi per compiere quelle azioni che comunque, ne sono certo, avverranno in futuro, anche in Italia. Oggi non assistiamo più ai Giochi dei Gladiatori al Colosseo, non è più reato divorziare, l’aborto non è più lasciato in mano all’illegalità, non abbiamo la pena di morte, non mettiamo più la cipolla nella carbonara. Sono conquiste che oggi diamo per scontate, e guardiamo come retrogradi coloro che oggi provano a metterle in dubbio.
Conto sul fatto che allo stesso modo, a distanza di decine d’anni (ma spero molto prima) gli storici parleranno di quei bigotti, di quei populisti che hanno impedito alla società italiana di avere una legge più innovativa e giusta di quella passata in Parlamento, con quella superiore comprensione critica con la quale ci si deve esprimere riguardo a idee e comportamenti sorpassati e cancellati dall’evoluzione. Senza rabbia, anzi con un sorriso di comprensione, con quella pietà che i neofascisti, gli intolleranti di oggi non hanno avuto per i diritti di esseri umani diversi da loro.

Colonnello Nunziatella: Adesso. Sta guardando l’adesso, signore. Tutto ciò che avviene adesso sta avvenendo adesso.
Lord Casco: Che è successo al prima?
Colonnello Nunziatella: È passato.
Lord Casco: Quando?
Colonnello Nunziatella: Adesso. Siamo all’adesso, adesso.
Lord Casco: Torniamo al prima!
Colonnello Nunziatella: Quando?
Lord Casco: Adesso!
Colonnello Nunziatella: Adesso?
Lord Casco: Adesso!
Colonnello Nunziatella: Non posso!
Lord Casco: Perché?!
Colonnello Nunziatella: Perché l’abbiamo superato!
Lord Casco: Quando?!
Colonnello Nunziatella: Proprio adesso!
Lord Casco: Quando il prima sarà adesso?
Colonnello Nunziatella: Presto!
Lord Casco: Quanto presto?!(da Balle Spaziali – by Mel Brooks – Wikiquote)
Un approfondimento serio su quello che è successo QUI: da Internazionale, Gerhard Mumelter










