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  • Ridare vita a un vecchio Macbook Air con MXLinux

    Ridare vita a un vecchio Macbook Air con MXLinux

    Non è la prima volta che installo Linux sul mio Mac Air del 2014.
    La volta precedente avevo usato come distribuzione Linux Mint, ma poi ero tornato ad usare l’ultima versione di MacOs installabile su questo modello, Big Sur. Ormai però era veramente troppo lento persino con i browser e ho voluto definitivamente troncare con la Mela su questo Macbook.
    Riparto provando con Linux Mint, ma con la versione più recente mi sono ritrovato senza supporto di rete, nè wifi nè ethernet via usb. e ho voluto provare qualcos’altro.
    Avevo provato il progetto MxLinux su un iMac del 2013 ed ero rimasto impressionato per l’ottimo supporto a quel iMac con processore Intel.

    Quindi mi sono creato la chiavetta USB bootabile con MxLinux tramite un altro notebook con Linux Mint (altrimenti si può usare Balena Etcher su Mac), è bastata una 4GB trovata in un cassetto.

    Backup dei file del Mac, salutato BigSur, ormai stralento e senza aggiornamenti, spento e riavviato Option/Alt per selezionare il boot EFI da USB.
    Avvio live di MX, WiFi funzionante da subito, installo.

    Come desktop manager, dopo aver provato FluxBox, Mate e Xfce ho scelto alla fine KDE Plasma, più pesante ma con estetica più moderna e soprattutto ricerca testuale di app e funzionalità, dover cercare nei menu cosa mi serve o infarcire il desktop di icone di avvio è roba da 20 anni fa.

    Apps VPN e accesso remoto tutte funzionanti, una sola sono dovuto passare da Wine, ma funziona perfettamente.
    Browser: Firefox e Vivaldi.
    KeepassXC per le password

    Mi accorgo che non funziona la retroilluminazione della tastiera del Mac Air, non potrei vivere senza! Trovo le istruzioni giuste su qualche pagina di Reddit, la riporto qui sotto:
    sudo brightnessctl –device=’smc::kbd_backlight’ set 255

    Il valore è regolabile da 0 a 255, io qui ho messo il massimo ma dopo il riavvio funzionano i tasti F5 e F6 come Apple e diventano regolabili esattamente come con MacOs, il tutto resta in memoria anche se spegnete ovviamente.

    Il mio editor di immagini preferito: GIMP non può mancare, come VLC

    Dalle Impostazioni setto touchpad per 2 e 3 dita, si attivano le gestures

    Aggiunto desktop virtuale, se ne possono mettere altri, ma io mi trovo bene con due. 

    Barra in basso autosize per le icone che uso di più

    La webcam non va! Ecco i comandi da terminale per attivare la webcam Facetime:

    e la webcam funziona!

    Poi mi serviva un ambientino di sviluppo LAMP, Apache installato da mx insieme a Php e Mariadb server, aggiungo Webmin e PhpMyAdmin per gestire i servizi server

    Ora ho di nuovo un notebook veloce e reattivo, si avvia in pochi secondi, sicuro, flessibile e opensource!


  • Travolto da un’ottimo Twenty Twenty-Five nell’azzurro mare d’agosto

    Travolto da un’ottimo Twenty Twenty-Five nell’azzurro mare d’agosto

    era il 2011 quando avevo messo le mani al sito della Lega Italiana Fibrosi Cistica Emilia ereditando un sito in FLASH e portandolo in WordPress.
    Avevo usato un tema commerciale, Attitude Pro, senza neanche un menu mobile o un media query responsive degno di questo nome.
    Quest’anno mi sono deciso a rimetterci le mani, da volontario, e da oggi è online, aggiornato e ammodernato!

    DISCLAIMER: non ho mai fatto uso di AI. Non ce n’era bisogno.

    Da qualche anno sono un fan del tema WordPress di default, da quando hanno rivoluzionato la struttura con le skin in json e i nuovi template.
    Tantissime risorse e prestazioni eccezionali.

    Vediamo velocemente le principali aree di intervento che ho apprezzato durante l’attivazione:

    FONTS
    è possibile installare qualsiasi Google Font, dalle impostazioni di Aspetto-Tipografia e quindi scegliere se si vuole usarlo per Testo/Titoli/Links ecc. Io ho usato Catamaran, che mi serviva per compatibilità con il sito dell’Associazione nazionale.
    In passato avevo fatto a mano, con un tema specifico, o usato un plugin per evitare il collegamento ai server di Google, adesso fa tutto Twenty Twenty-Five (da qui TT-5 per gli amici)

    COLORI
    ci sono delle tavolozze predefinite, si potrebbero creare dei propri files Json child personalizzati ma basta aggiungere colori personalizzati e si aggiungono a quelli disponibili! Io ho aggiunto una palette per avere i colori che volevo usare.
    I colori sotto sono quelli che ho aggiunto io, e saranno disponibili sempre nel sito.
    In pratica di quelli di default della tavolozza ho poi usato solo il bianco e il nero.

    PATTERN HEADER
    WordPress TT-5 ha mantenuto perfettamente la struttura del Menu a discesa, malgrado fossero passati 14 anni dalla sua creazione, ero pronto a riscriverlo a mano!
    Ho dovuto solo aggiungere il logo, e voilà!

    PATTERN FOOTER
    Qui ho dovuto lavorarci un pò di più, ma niente di difficile con un pò di pratica dei blocchi.
    Ho apprezzato tantissimo il widget dei SOCIAL, con le icone disponibili!
    Un paio di blocchi separatori anche qui e avevo finito.

    Last but not least il QUERY LOOP
    Permette di mettere contenuti dinamici velocemente dove si vuole, comodissimo.

    Poi per carità, qualche punto interrogativo da risolvere lungo la strada l’ho trovato, ho dovuto mettere a posto le visualizzazioni delle immagini in evidenza nei post e negli articoli, ma anche qui è comodissimo l’Editor per correggere il tutto, senza toccare codice o agire su ogni singolo post.

    Poi la strada la trovi da te
    porta all’isola che non c’è
    (Edoardo Bennato)

  • Una mattina al Museo di Storia Naturale di Piacenza

    Una mattina al Museo di Storia Naturale di Piacenza

    Stamattina, al vertice del percorso di camminata piacentina che faccio con Loredana, mi viene in mente che non ho ancora visitato il Museo di Storia Naturale della nostra città, Piacenza, da quando è stato ricollocato in una nuova e bellissima sede.

    Vediamo che è aperto, qualche minuto per trovare l’entrata da Via Scalabrini 107, attenzione, ignota a Google Maps, e siamo dentro, scoprendo che oggi è la prima domenica del mese, quindi paghiamo soltanto un euro a testa (normalmente è appena 3 euro, li vale tutti comunque).
    Inoltre solo al sabato e domenica è aperta l’esposizione dei minerali, quindi consigliato andarci nel weekend.
    Una delle gentilissime guide, oltre ad accendere le luci che permettono di vedere la fluorescenza di alcuni minerlai, ci fa sapere che è disponibile per una visita il Laboratorio dove si studiano gli icnofossili, essendo presente il prof. Girolamo Lo Russo, che vedremo più avanti.

    In questa galleria fotografica alcuni esempi di quello che potete ammirare, c’è molto di più, ma vi lascio la sorpresa.

    La visita al Laboratorio è stata una vera e propria lectio magistralis, il Prof. Girolamo Lo Russo ci ha illustrato con entusiasmo le importantissime ricerche che vengono svolte, partendo da ritrovamenti fossili e non del territorio piacentino, introducendoci nel mondo incredibile degli icnofossili, dello studio del comportamento di organismi vissuti nel passato negli abissi del Mare che era la Val Padana.

    Oltre a vedere dal vivo reperti fantastici, il prof. Lo Russo ci ha illustrato ogni aspetto, conosciuto e non ancora conosciuto, lasciandoci entusiasti e stupiti.
    Ci ha fatto vedere anche video, e uso di tecnologie modernissime, come diversi software 3D, fino a una TAC per scoprire le strutture nascoste nella pietra.
    Ci ha lasciato anche un bellissimo opuscolo a ricordo!
    Davvero un’esperienza bellissima, grazie al Museo e al Professor Lo Russo, torneremo a visitarvi, magari già una sera ai giovedì del Museo!

    Speriamo che nell’eventualità in programma di una riallocazione del Museo non si perda la bellezza e le funzionalità di ricerca e incontri che si svolgono!

    Per approfondire:
    https://www.msn.piacenza.it/it

    https://www.cnr.it/it/news/12837/una-tac-rivelera-i-segreti-di-un-fossile-piacentino-di-130-milioni-di-anni

    https://life.unige.it/scoperto-laboratorio-paleontologico-davinci

  • Riavvio – tra tecnologia e vita

    Riavvio – tra tecnologia e vita

    Il termine “riavvio” è largamente utilizzato nel mondo dell’informatica e delle tecnologie digitali. In ambito computer, il riavvio è un’operazione tanto semplice quanto fondamentale: spegnere e riaccendere un dispositivo, che sia un computer, uno smartphone o un altro dispositivo elettronico, spesso risolve problemi di funzionamento. Questo perché il riavvio permette al sistema di ripristinare i parametri di funzionamento corretti, eliminando errori temporanei, liberando la memoria e chiudendo processi che potrebbero causare instabilità.

    Il riavvio è essenziale non solo per la risoluzione dei problemi, ma anche per applicare aggiornamenti software, migliorare le prestazioni e garantire che il dispositivo funzioni in modo ottimale. Quando un computer viene utilizzato per molto tempo senza essere riavviato, possono accumularsi errori di sistema, applicazioni possono restare in uno stato bloccato o malfunzionante, e la memoria RAM potrebbe riempirsi di dati temporanei inutili. Il riavvio agisce come una sorta di “reset”, che permette al dispositivo di ripartire da una condizione pulita e priva di intoppi.

    La parola “riavvio” deriva dal verbo “avviare”, che a sua volta ha origine dal latino *adviare*, composto da *ad-* (verso) e *via* (strada). Quindi, avviare significa letteralmente “mettersi in cammino”, “iniziare un percorso”. Con il prefisso “ri-“, si aggiunge il concetto di ripetizione: riavviare significa dunque “iniziare di nuovo”, “rimettersi in cammino”.

    Il concetto di “riavvio” non è solo tecnico, ma può essere applicato a molti aspetti dell’esperienza umana. Nella vita di ogni giorno, ci sono momenti in cui ci troviamo bloccati, sovraccarichi o semplicemente stanchi delle routine e delle situazioni che affrontiamo. Così come i computer, anche noi esseri umani abbiamo bisogno, a volte, di “riavviare” il nostro percorso. Questo può avvenire attraverso il cambiamento di abitudini, l’inizio di nuove attività, il prendersi una pausa per riflettere e fare chiarezza.

    In momenti di crisi o difficoltà, il “riavvio” diventa simbolo di rinascita, di nuove opportunità. È un momento in cui si chiude una fase e se ne apre un’altra, con la speranza di ripartire con nuova energia e rinnovata consapevolezza. Riavviare significa accettare che alcune cose vadano lasciate alle spalle, permettendo a nuovi percorsi e possibilità di farsi strada.

    Se guardiamo alla tecnologia e alla vita, il parallelo tra la necessità di un riavvio tecnico e quello personale diventa evidente. Nel mondo frenetico di oggi, è facile accumulare “processi in sospeso” anche nella nostra mente: stress, ansie, decisioni irrisolte, o semplicemente il peso della routine quotidiana. Come un computer che si blocca dopo un sovraccarico di operazioni, anche noi abbiamo bisogno di fermarci, resettare, riprendere fiato e ripartire con maggiore lucidità.

    Il riavvio, che sia di un computer o della propria vita, ci ricorda l’importanza di sapersi fermare, di trovare il tempo per riequilibrarsi e ripartire con un nuovo slancio. In fin dei conti, ogni riavvio porta con sé una promessa: la possibilità di un nuovo inizio, libero dagli errori del passato, pronto ad affrontare nuove sfide.

    La prossima volta che il tuo computer ha bisogno di un riavvio, ricorda che anche tu puoi farlo: riprendere la tua strada, con nuove energie e prospettive.

    N.B.
    Il testo di questo post è stato realizzato suggerendo a ChatGpt le riflessioni di partenza che avevo in mente, e partendo da quelle è stato interamente scritto dall’AI.
    Ho solo abbreviato alcune frasi.

    La foto è scattata da me, durante la bella vacanza di riavvio a Molveno (TN).

  • Salendo…

    Salendo…

    Quasi un anno fa, a settembre, con 4 colleghi amici siamo saliti al Passo di Zambla, per un’escursione in compagnia.
    Era anche per andare a trovare un amico, ma di questo ve ne parlo dopo.

    Parcheggiata la macchina vicino al New Trapper, prendiamo chi un caffè chi una fetta di torta, prima di avventurarci sui sentieri, verso la Baita di Grem e il Bivacco Mistri.
    Ci guida l’esperto Don, meno male che esiste, io sono una schiappa delle montagne, e anche il più anziano del gruppo.

    Infatti rimango quasi sempre nelle retrovie, e sono quello che ogni tanto invoca una pausa per riprendere fiato. È metà settembre, ma di un’estate 2023 impietosamente torrida e che non vuole mollare.

    Con mio stupore riesco anch’io ad arrivare in cima al crinale, ci attendono un po’ di nuvole e più fresco, e dopo la baita di Grem raggiungiamo la meta principale del nostro cammino: attaccata alla roccia la targa che ricorda il nostro amico e collega Paolo Buffa, grafico, fotografo, artista digitale e appassionato alpinista, che amava e frequentava questi posti, anche d’inverno.

    “In questo luogo risuoneranno sempre i tuoi sorrisi, le emozioni e i giorni felici insieme, mai verranno cancellati
    Ci rivediamo in cima, Amico
    Grazie Paolo, Grazie Toro”

    Una montagna gli è stata fatale, il Monte Legnone il 2 ottobre 2021, dove ha lasciato i suoi sorrisi, i suoi sogni e progetti, la sua profondità di pensiero.
    A questa pagina ho creato una copia del suo sito, dove trovate immagini stupende e le bellissime parole e riflessioni che accompagnavano i suoi scatti.

    Ci fermiamo qualche minuto, pensiamo a lui e a quanto ci manca, vorrei dire che essere vicino a quella roccia è come incontrarlo, ma confesso che è quasi sentire ancora più forte la sua mancanza.

    E mentre penso questo vedo accanto alla sua roccia una penna nera, forse di un corvo, la raccolgo, la metto nello zaino.

    Resterà sempre nel mio zaino da escursioni, portafortuna di volo, di perdita, della libertà che cercava Paolo, che più di tutti noi ne conosceva il valore, a qualsiasi costo.

    Paolo, saresti stato orgoglioso di vederci ansimare sui sentieri dove salivi correndo, e le nostre risate sono state il miglior modo di ricordarti, come l’ultima volta che ci siamo visti a scuola, in un venerdì come tanti, a vederti ridere, come sempre.
    E grazie Don, Cami, Rach e Vito per la bellissima compagnia.

    Scendendo
  • Spiffrancesco al WordCamp Europe 2024

    Spiffrancesco al WordCamp Europe 2024

    L’anno prossimo saranno passati 20 anni da quando provai a usare WordPress come piattaforma per il blog.
    Sabato scorso, il 16 giugno, ero a Torino per il WordCamp Europe 2024, tenutosi per la prima volta in Italia.
    Matt Mullenweg, il “papà” di WordPress era sul palco, a pochi metri, è stato emozionante sentirlo parlare, dei progetti dopo 21 anni di crescita e diffusione incredibile, per la piattaforma, e anche per me.

    WordPress è diventato parte del mio lavoro, del lavoro di mia figlia, dei nostri blog, del nostro insegnamento, catalizzatore di nuove conoscenze e amicizie.

    Viaggi, un WordPress Meetup da coltivare a Piacenza, tanti WordCamp in presenza e online, con l’emozione di poter esprimermi come speaker a Bari, Milano e Torino.

    Da Spiff, FFra, Spiffrancesco e ovviamente Francesco e Angelica Riggio, un grandissimo grazie a WordPress.

  • Spiff/FFRA al WordCamp Europe 2024

    Spiff/FFRA al WordCamp Europe 2024

    L’anno prossimo saranno 20 anni che provai a usare WordPress come piattaforma per il blog.
    Sabato scorso, il 16 giugno, ero a Torino per il WordCamp Europe 2024, tenutosi per la prima volta in Italia.
    Matt Mullenweg, il “papà” di WordPress era sul palco, a pochi metri, è stato emozionante sentirlo parlare, dei progetti dopo 21 anni di crescita e diffusione incredibile, per la piattaforma, e anche per me.

    WordPress è diventato parte del mio lavoro, del lavoro di mia figlia, dei nostri blog, del nostro insegnamento, catalizzatore di nuove conoscenze e amicizie.

    Viaggi, un WordPress Meetup da coltivare a Piacenza, tanti WordCamp in presenza e online, con l’emozione di poter esprimermi come speaker a Bari, Milano e Torino.

    Da Spiff, FFra, e ovviamente Francesco e Angelica Riggio, un grandissimo grazie a WordPress.

  • Dove trovo gli Stili del tema Twenty Three

    Dalla versione 1.2 accedere ai diversi stili/skins di Twenty Three è più semplice!
    Dalla bacheca cliccare su Aspetto > Editor e trovate gli stili.

  • Wendy al WordCamp Torino 2023

    Wendy al WordCamp Torino 2023

    Il 15 Aprile sarò a Torino, al WordCamp Torino 2023, finalmente in presenza, dove hanno accettato il mio lightning talk “Wendy e il CSS: Lavorare con lo stile” (durerà solo 10 minuti).
    Torna Wendy, il personaggio che nel 2019 aveva terminato gli studi e ritroviamo qui dopo un’esperienza lavorativa in un’agenzia al femminile.

    Con delle sturiellet veloci stile punk, vediamo Wendy e le sue colleghe alle prese con clienti più o meno difficoltosi ed esigenti, dai volti familiari per chi ama i pantaloni strappati sulle ginocchia, l’odore della colla, le chitarre Mosrite e la musica scritta con tre accordi.

    Può il CSS aiutarla ad aiutarli?
    Quanto il budget a disposizione può influenzare il suo lavoro?

    Dieci minuti per scoprirlo!
    Lo trovi qui su WORDPRESS.TV!

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