Categoria: diario

  • Una mattina al Museo di Storia Naturale di Piacenza

    Una mattina al Museo di Storia Naturale di Piacenza

    Stamattina, al vertice del percorso di camminata piacentina che faccio con Loredana, mi viene in mente che non ho ancora visitato il Museo di Storia Naturale della nostra città, Piacenza, da quando è stato ricollocato in una nuova e bellissima sede.

    Vediamo che è aperto, qualche minuto per trovare l’entrata da Via Scalabrini 107, attenzione, ignota a Google Maps, e siamo dentro, scoprendo che oggi è la prima domenica del mese, quindi paghiamo soltanto un euro a testa (normalmente è appena 3 euro, li vale tutti comunque).
    Inoltre solo al sabato e domenica è aperta l’esposizione dei minerali, quindi consigliato andarci nel weekend.
    Una delle gentilissime guide, oltre ad accendere le luci che permettono di vedere la fluorescenza di alcuni minerlai, ci fa sapere che è disponibile per una visita il Laboratorio dove si studiano gli icnofossili, essendo presente il prof. Girolamo Lo Russo, che vedremo più avanti.

    In questa galleria fotografica alcuni esempi di quello che potete ammirare, c’è molto di più, ma vi lascio la sorpresa.

    La visita al Laboratorio è stata una vera e propria lectio magistralis, il Prof. Girolamo Lo Russo ci ha illustrato con entusiasmo le importantissime ricerche che vengono svolte, partendo da ritrovamenti fossili e non del territorio piacentino, introducendoci nel mondo incredibile degli icnofossili, dello studio del comportamento di organismi vissuti nel passato negli abissi del Mare che era la Val Padana.

    Oltre a vedere dal vivo reperti fantastici, il prof. Lo Russo ci ha illustrato ogni aspetto, conosciuto e non ancora conosciuto, lasciandoci entusiasti e stupiti.
    Ci ha fatto vedere anche video, e uso di tecnologie modernissime, come diversi software 3D, fino a una TAC per scoprire le strutture nascoste nella pietra.
    Ci ha lasciato anche un bellissimo opuscolo a ricordo!
    Davvero un’esperienza bellissima, grazie al Museo e al Professor Lo Russo, torneremo a visitarvi, magari già una sera ai giovedì del Museo!

    Speriamo che nell’eventualità in programma di una riallocazione del Museo non si perda la bellezza e le funzionalità di ricerca e incontri che si svolgono!

    Per approfondire:
    https://www.msn.piacenza.it/it

    https://www.cnr.it/it/news/12837/una-tac-rivelera-i-segreti-di-un-fossile-piacentino-di-130-milioni-di-anni

    https://life.unige.it/scoperto-laboratorio-paleontologico-davinci

  • Salendo…

    Salendo…

    Quasi un anno fa, a settembre, con 4 colleghi amici siamo saliti al Passo di Zambla, per un’escursione in compagnia.
    Era anche per andare a trovare un amico, ma di questo ve ne parlo dopo.

    Parcheggiata la macchina vicino al New Trapper, prendiamo chi un caffè chi una fetta di torta, prima di avventurarci sui sentieri, verso la Baita di Grem e il Bivacco Mistri.
    Ci guida l’esperto Don, meno male che esiste, io sono una schiappa delle montagne, e anche il più anziano del gruppo.

    Infatti rimango quasi sempre nelle retrovie, e sono quello che ogni tanto invoca una pausa per riprendere fiato. È metà settembre, ma di un’estate 2023 impietosamente torrida e che non vuole mollare.

    Con mio stupore riesco anch’io ad arrivare in cima al crinale, ci attendono un po’ di nuvole e più fresco, e dopo la baita di Grem raggiungiamo la meta principale del nostro cammino: attaccata alla roccia la targa che ricorda il nostro amico e collega Paolo Buffa, grafico, fotografo, artista digitale e appassionato alpinista, che amava e frequentava questi posti, anche d’inverno.

    “In questo luogo risuoneranno sempre i tuoi sorrisi, le emozioni e i giorni felici insieme, mai verranno cancellati
    Ci rivediamo in cima, Amico
    Grazie Paolo, Grazie Toro”

    Una montagna gli è stata fatale, il Monte Legnone il 2 ottobre 2021, dove ha lasciato i suoi sorrisi, i suoi sogni e progetti, la sua profondità di pensiero.
    A questa pagina ho creato una copia del suo sito, dove trovate immagini stupende e le bellissime parole e riflessioni che accompagnavano i suoi scatti.

    Ci fermiamo qualche minuto, pensiamo a lui e a quanto ci manca, vorrei dire che essere vicino a quella roccia è come incontrarlo, ma confesso che è quasi sentire ancora più forte la sua mancanza.

    E mentre penso questo vedo accanto alla sua roccia una penna nera, forse di un corvo, la raccolgo, la metto nello zaino.

    Resterà sempre nel mio zaino da escursioni, portafortuna di volo, di perdita, della libertà che cercava Paolo, che più di tutti noi ne conosceva il valore, a qualsiasi costo.

    Paolo, saresti stato orgoglioso di vederci ansimare sui sentieri dove salivi correndo, e le nostre risate sono state il miglior modo di ricordarti, come l’ultima volta che ci siamo visti a scuola, in un venerdì come tanti, a vederti ridere, come sempre.
    E grazie Don, Cami, Rach e Vito per la bellissima compagnia.

    Scendendo
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