Che se dipendesse da me, io li andrei a prendere. Tutti. Portaerei, cacciatorpediniere, velieri della scuola nautica, yacht, navi da crociera, pescherecci. Che sbarcano con la Banda che suona l’inno europeo. Un ponte aereo. Ok solo bagaglio a mano fino a 15 kg. Tanti pulmann lungo le coste maghrebine, fino allo Stretto di Gibilterra, poi su, lungo le autostrade, bambini, donne, uomini perseguitati, che ci salutano sporgendosi dai finestrini, noi europei che applaudiamo e gli lanciamo cioccolata e sigarette, come i soldati alleati che ci liberavano dal nazifascismo, dal razzismo, dalla fame. Salvare, liberare, proteggere, questo dovremmo fare se fossimo davvero una società migliore, una cultura migliore, una religione migliore, delle persone migliori. Ma non lo siamo.
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Finalmente, The Decemberists
Seguo i Decemberists dal 2006, anno in cui pubblicarono uno dei loro capolavori, l’album “The Crane Wife”.
Non li ho scoperti per la loro musica, ma attraverso un sito che citava i lavori di un’illustratrice americana, Carson Ellis.
Mi colpì molto il suo stile, e navigando nel suo blog scoprii che era l’illustratrice degli album di un gruppo musicale, The Decemberists, appunto. Cercati su YouTube, mi imbattei nel brano Here I dreamt I was an architect e fu amore a primo ascolto: andai alla ricerca di tutti i loro brani, di ogni singolo suono emesso dalla band. Linee pulite della chitarra come il miglior Johnny Marr, atmosfere irlandesi (lo stupore che fossero americani!), testi originali, di stampo letterario, spesso ironici e surreali.Mi colpì molto anche il loro stile dal vivo, molto teatrale. Insomma, contavo di poterli vedere prima o poi, e l’occasione sembrò proporsi nel 2007: una data italiana a Milano! Purtroppo però in quel periodo ero convalescente da un’operazione all’occhio destro, niente da fare. Torneranno, pensavo… intanto passano gli anni, pubblicano altri bellissimi albums, si conquistano anche una certa popolarità negli USA, suonano al Newport Folk Festival, aprono concerti di Bob Dylan, collaborano con Peter Buck dei R.E:M. … concerti sold-out in America, ma niente tour europei, in mezzo alcuni anni di stop: il cantante/autore/leader della band, il geniaccio Colin Meloy, insieme alla … moglie/illustratrice Carson Ellis hanno un enorme successo con il loro libro per ragazzi “Wildwood” (tradotto splendidamente in Italia da Valentina Daniele). Scrivono dei proseguimenti del racconto, lo stop si prolunga, in crisi d’astinenza compro persino l’album del loro batterista! (non è malaccio, eh!)
Ma eccoli tornare (2015) finalmente con un’altra nuova splendida raccolta di canzoni, “What a terrible world, what a beautiful world”, e viene annunciata una data italiana a Milano, il primo marzo ai Magazzini Generali!
Stavolta non mi sono sfuggiti, e a 10 metri dal palco mi sono goduto uno dei più bei concerti* della mia vita, per di più accompagnato dalla compagna della mia vita, che ha apprezzato lo spettacolo!
* … e ne ho visti: The Cure, Bob Dylan (3 volte), Ramones (2), Souxsie & The Banshees, Van Morrison, Patti Smith, Chuck Berry, Roger Mc Guinn, Tuxedomoon (2), Sonic Youth, Screaming Jay Hawkins, C.S.I. (2), Jethro Tull, Peter Gabriel, R.E.M., Iggy Pop, Weather Report, Julian Cope, Cramps, Tangerine Dream, Simple Minds, Aerosmith, Motorhead, David Bowie (anche come Tin Machine)….

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Passare a Mac da Windows e Linux – Primi Passi
“Passare a Mac da Windows e Linux” è un titolo un po’ drastico, come se comprare un Mac comportasse non usare più altri sistemi operativi! In realtà continuo ad usare macchine dei diversi sistemi, ma da poco è entrato nel mio piccolo parco macchine un sottile, metallico, parsimonioso di batteria, Mac Book Air 13″. Era un po’ che non mettevo più le dita a un portatile della mela smozzicata, superato lo shock, condivido qui alcune dritte trovate in rete.
Per quanto banali, ne ho avuto bisogno, abituato da anni di tastiera Windows/Linux/IBM.La tastiera è una delle features hardware che sono state decisive per la mia scelta: l’utilissima retroilluminazione, molto ben realizzata, il suo ottimo funzionamento, necessita tuttavia di una presa di confidenza da parte di un nuovo utente Mac, e non solo per il tasto Command (cmd), ma per le diverse interazioni fra tante funzioni e tasti speciali come “fn”, “ctrl”, “alt”.
Tasto CANC
No, quel tasto che permette, per esempio, di cancellare un carattere successivo al cursore: non c’è. Dobbiamo abituarci a premere due tasti:
fn + backspace.Mostra Desktop/Scrivania
Per sostituire l’abitudine di cliccare su quell’icona di Windows (ma anche di Gnome, Kde, Cinnamon) la via più semplice è utilizzare fn+F11.
Tenete presente però che non ha nessun effetto se avete messo un app a tutto schermo. In Preferenze di Sistema>Mission Control si possono vedere/impostare le scorciatoie per questa e altre funzioni, e qui ho attivato i comandi per “angoli attivi“: ho associato la funzione Mostra Desktop all’azione di portare il cursore all’angolo sinistro dello schermo, selezionando l’azione “Scrivania“. Tanto che ero lì ho attivato altri due angoli per “Finestre applicazione” e “Mission Control” che potete attivare anche dai tasti dedicati F3 e F4 (oppure dalla combinazione di tasti indicati sotto, fn+F10 e fn+F9).
A proposito dell’immagine dello schermo qui sopra, nella tastiera del Mac Book Air non c’è il tasto Print Screen delle tastiere Windows, ma abbiamo delle scorciatoie che creano il file direttamente, ad esempio:
CMD+Maiuscolo+3 “scatta” una foto del vostro schermo e la salva in un png.
CMD+Maiuscolo+4 permette invece di selezionare un ritaglio dello schermo per poi salvarlo.{ … }
Nello scrivere codice avremo bisogno di parentesi graffe aperte/chiuse.
Per la graffa aperta “{ “digiteremo insieme Maiuscolo + Alt + “è”
mentre per quella chiusa “}”: Maiuscolo + Alt + “+”Aprire una seconda istanza di un’app
Se l’applicazione non ne prevede la possibilità, aprite il terminale e digitate:
open – n /Applications/NOMEDELLAPP.appA proposito di terminale: un Linuxofilo trova ovviamente diverse compatibilità con la shell del Mac. Sentivo solo la mancanza di alcune utility come Midnight Commander, che non sono direttamente disponibili. Ho sopperito attingendo dalla collezione di app fornita da Rudix, dalla quale ho scaricato anche la versione Mac di wget.

Midnight Commander su OSX via Rudix Pulire lo spazio di lavoro dagli installer
Man mano che installavo software da internet, mi rimanevano gli installer sul desktop, spazio che io preferisco avere completamente libero. Basta trascinarli nel cestino una volta terminata l’installazione, ma a volte non è stato sufficiente, e il file dell’installer diceva di essere ancora in uso. Se la cosa persiste disinstallate il software/app, reinstallatela e PRIMA di lanciarla una prima volta espellete/eliminate l’installer.
Non succede sempre, ma adesso ho preso l’abitudine di non avviare subito l’app appena installata, non si sa mai.Per ora è tutto, se avete suggerimenti o correzioni segnalatelemelemelele! 🙂
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Create Now – Adobe Tour 2014 a Milano
Sono andato alla tappa milanese del Create Tour 2014 di Adobe, ecco qualche breve impressione/informazione sulla mattinata:
Si inizia con le slides presentate da Gabriele, responsabile marketing, che presenta i concetti fondanti delle intenzioni di Adobe per questi ultimi anni e per il futuro. Le parole magiche sono quelle che ci si aspetta: “Mobile”, “Social”, “Cloud”.
La loro proposta sarebbe di andare oltre, considerarle ormai delle “commodities” acquisite, e introduce il concetto della “nuova frontiera” dell’ “Experience”, di apps mobili sempre più collegate al proprio lavoro desktop, non solo per visualizzare files o lavori. (Avviso: se cercate in giro noterete la forte preferenza verso Apple/IPad, soprattutto per le apps/funzioni più complete, insomma, se preferite Android: ciccia). Inoltre viene presentato il nuovo sito di Adobe, dove al login si accede direttamente al proprio profilo personale/cloud/foto ecc.Quindi la parola passa ad Alberto che con un iPad e una penna capacitativa mostra la potenzialità delle apps per il mobile (Sketch, Line) del disegno a mano libera o con righello virtuale.
Si accenna soltanto al nuovo device di disegno (primo prodotto hardware mai prodotto da Adobe, di prossima uscita). Le creazioni che si realizzano possono essere inviate/condivise direttamente alle apps Creative Cloud, si aprono direttamente nell’app desktop (es. Photoshop CC).Altra novità sparse citate: l’estensione dell’utilizzo dei font Typekit nelle apps Adobe, miglioramento/facilitazione dell’uso del pennino/curve di Bezier e dell’esportazione per il web di codice CSS e SVG di Illustrator, l’esportazione da InDesign in formato ePub, sia in modo flowable che fixed.
Saltiamo a qualche novità per il web:
In Photoshop CC se impostate File>Genera>Risorse Immagine, e date un nome con estensione raster a un livello di Photoshop (esempio nomelivello.jpg o nomelivello.png), questo verrà salvato in una sottocartella “nomedelfile-assets”, disponibile ad essere utilizzato come file a sè stante (magari direttamente in Dreamweaver CC). Mi piace.
Dreamweaver CC: potenziamento dell’editing in modalità “Live”, sono apparsi nuovi box azzurrini di info/editing, come questo:
. Da provare nell’uso pratico, sospendo i giudizi per ora. Ovviamente l’hanno proposto a vista codice chiusa (l’ho trovato fastidioso, ancora stiamo a: “ahh! il codice html! il Male Supremo! Non guardatelo!” ?), ma in realtà è possibile tenerle aperte entrambe.Muse: bene, si ammette che NON può sostituire lo sviluppo di un Dreamweaver CC o di un vero editor web, che produce codice pesante e poco gradito (ma va?) a uno sviluppatore web, ma che può andare per creare velocemente prototipi funzionanti per un cliente, o siti usa&getta (es. landing page per fiere, eventi, ecc,).
Edge Animate: l’app di animazione web ha ora maggiori interazioni con Illustrator, è possibile caricare direttamente nello stage elementi vettoriali e animarli, migliore supporto per l’inserimento di video.
Nota finale: Non ho potuto seguire interamente l’evento per impegni di lavoro, al termine si stavano presentando le novità nel settore video. Anche qui si è sottolineato il maggior collegamento fra apps: ad esempio ora è possibile editare effetti di After Effects direttamente in Premiere.
Ah, se volete approfondire le informazioni sulle novità di Creative Cloud, partite da qui.
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Sketches from OpenDay
Qui si imparano i linguaggi… con un linguaggio si può descrivere, si può narrare, si può riflettere. (Cosimo)
All’OpenDay di Mohole di venerdì 27 giugno, con l’Europa come tema, c’erano foto, video, un’intera nave 3D, disegni, teatro, tanti ragazzi e ragazze, i loro genitori, i docenti, qualcuno con figli, segretarie appena sposate abbronzatissime, birra, patatine, Salvo!, musica, le pagine web dei supernerd che “gli altri ballano e noi siamo qui a chiacchierare di codice”. Ah, e i fumetti: Camilla Mangiapane mi ha regalato il disegno che vedete qui sopra, e c’era il taccuino APRIMI e la storia della NERD SUPERTERRONA, e un’intero storyboard fatto dai raga!.
Ci si vede a settembre!













