Categoria: Accadde

  • Please come back from Workville

    Please come back from Workville

    pulizie

    Come in macchina quando ascolti un pezzo che vuoi ascoltare fino alla fine, Mark Knopfler deve finire l’assolo, o aspetti quella frase di Ian Curtis che dà un senso a tutta la canzone, all’universo e tutto quanto.
    E allora fai un altro giro intorno a casa, aspetti a parcheggiare o semplicemente ti distrai e prosegui.
    Capita. Ma in treno è un pò rischioso.
    Mezzanotte e venti, e nelle cuffie Don’t Go Back To Rockville dei R.E.M.
    Per fortuna la mia destinazione era l’ultima fermata, e il personale delle pulizie dei vagoni è stato molto cortese.

    http://youtu.be/utOWgKkEiUY

  • Certificazione Adobe Dreamweaver CC – qualche dritta

    Certificazione Adobe Dreamweaver CC – qualche dritta

    ace2014

    Il 16 aprile ho sostenuto l’esame per la certificazione Adobe ACE per il software Dreamweaver CC, con esito positivo. Per la preparazione nelle settimane scorse avevo googlato alla ricerca di dritte, e ho trovato molto utile questo post dal blog di Davide Calignano. Ringrazio Davide per quanto aveva scritto nel 2011 per la sua certificazione in Dreamweaver CS5, molti dei suoi suggerimenti sono ancora assolutamente validi e mi sono stati preziosi.

    Di seguito riporto a mia volta alcune impressioni e (spero) buoni consigli per chi volesse/dovesse intraprendere l’avventura di una certificazione ACE in Dreamweaver CC.

    Per l’iscrizione ed il regolamento vi rimando ai siti ufficiali, Pearson VUE e Adobe Certification.
    L’esame oggi si svolge con un questionario di 47 domande al pc in inglese con risposta da scegliere fra 4 possibilità (a volte se ne devono scegliere due). Si passa con almeno 66% di risposte esatte, altrimenti si deve ripetere l’esame, che è a pagamento. La certificazione vale un anno, poi si hanno 90 gg per ricertificarsi sugli aspetti nuovi del software, con un test (spero!) più limitato.

    Una volta passato l’esame, registratevi al portale apposito, con i dati che trovate nel vostro documento “score report” che vi consegnano immediatamente dopo. Una volta registrati, potete anche scaricarvi i badges da sfoggiare nel vostro sito o come firma email/carta intestata, e potete scegliere di apparire nelle pagine degli Adobe Certificate Experts di tutto il mondo. L’inserimento non è instantaneo, ma dopo qualche settimana (e una mail al support) sono presente nella pagina italiana ACE Finder.

    PREREQUISITI

    1. LINGUA INGLESE: è importante padroneggiarla a livello scritto il meglio possibile. Le domande sono in inglese e fanno riferimento al programma nella medesima lingua. Quindi indispensabile installarsi Dreamweaver CC in inglese, imparare da documentazione Adobe, manuali e tutorial prevalentemente o meglio TUTTI in inglese. Oltre ai termini tecnici, certe domande sono piuttosto subdole, e conoscere al meglio la lingua inglese potrebbe essere decisivo in diversi casi. Inoltre, alla fine del vostro periodo di studio vedrete che affinerete la vostra conoscenza di questa lingua, arricchimento sempre utile, e sarete più sicuri all’esame!
    2. CONOSCENZE ED ESPERIENZE DI WEB DESIGN e DINTORNI: vengono fatte domande su concetti di base e anche avanzati di Html, Css, ma si toccano anche argomenti sul trasferimento Ftp, per non parlare di alcune domande che toccano aspetti di Javascript e librerie  JQuery. Necessario avere alcuni anni di esperienza nel settore, non è per chi parte da zero, meglio prima intraprendere un buon percorso di istruzione, magari con i corsi ad hoc della scuola MOHOLE di Milano con la quale collaboro! 🙂

    LA PREPARAZIONE

    1. RISORSE DI STUDIO E MANUALI. Innanzitutto partite da QUESTO documento: leggetevi i prerequisiti, le voci da conoscere e studiare, inoltre c’è un piccolo test di esempio di 10 domande.  Ho seguito i consigli di utilizzare “Adobe Dreamweaver CC Classroom In A Book “ di Adobe, versione in inglese, preso in versione ebook che tra l’altro costa assai meno di quello cartaceo, vi consiglio di studiare su un tablet o da pc. Si ottiene anche un accesso ai files di esercitazione e degli aggiornamenti del libro. Questi ultimi sono importanti, perchè i prodotti Adobe di Creative Cloud sono costantemente aggiornati (DW CC da una 13.0 è arrivata a una 13.2), e possono subire cambiamenti non da poco! Per esempio recentemente è cambiata la palette dei colori nel CSS Designer, e un comando Layout ora si chiama Structure. Questo mi ha parecchio preoccupato in vista dell’esame, mi sono chiesto se facevano domande su questi aspetti e quali risposte sarebbero state giuste, la versione precedente o la corrente? Per fortuna non ho avuto domande del genere, ma tenete presente questo aspetto.
      Un altro libro che ho usato è “Dreamweaver CC For Dummies” di Janine Warner, molto ben fatto, non banale.
      Fondamentale la documentazione online di Adobe e i tutorial di Adobe Tv. I video-tutorial velocizzano molto l’apprendimento di quegli aspetti del programma che non avete mai utilizzato, tenete presente che nel questionario ci saranno diverse domande su aspetti che nel vostro lavoro normale di web designer non avete mai sentito il bisogno di affrontare.
      Regola generica: non saltate dei passaggi o dei comandi solo perchè pensate: “Questa cosa non la userò mai!” perchè potreste ritrovarvela il giorno dell’esame! Girate fra i menu, create files html di prova per provare i comandi anche senza manuale, e se non trovate risposta sul vs. manuale cercate su Google, le pagine su Dreamweaver non mancano.
    2. LE DOMANDE. Quelle che mi hanno fatto non ve le posso scrivere! A parte che diverse non me le ricordo 🙂 … ma come partecipante a un esame Adobe sono vincolato all’impegno di non diffondere esattamente il testo delle domande. Vi ricordo di nuovo le 10 domande di esempio con relative risposte per provare: vi avviso che la media delle domande che ho trovato io era più tosta, ma vi dà una prima idea. Vi consiglio anche i free skills test, ne trovate uno su Dreamweaver, anche se (attenzione) è di una versione precedente, è piuttosto realistico. Farete il test in un Centro Autorizzato, il più vicino a voi o a vostra scelta, avrete una postazione con pc, potete portarvi un vocabolario d’inglese, ma dovrete depositare in custodia telefoni, tablet, libri. No, non mi hanno perquisito, ma mi hanno avvisato che sarei stato controllato via webcam e con visite possibili del personale, non dovevo parlare con il vicino o tirare fuori fogli dalle tasche. (…indovinate in che lingua era scritto anche questo foglio di raccomandazioni? 🙂 )
    3. IL FATTORE “C.” Sì, ci vuole come sempre anche quello, il fattore C., quello lì che vi serve per stare seduti! 😀 In alcune domande “esoteriche” probabile che non vi resti altro che “buttarci”!… però per fortuna sono poche, quindi…. studiate, studiate, studiate! 😉

    ALTRI LINKS UTILI:

    EBOOKS Amazon:

        

  • Thank you, Tuxedomoon

    Thank you, Tuxedomoon

    Grazie Tuxedomoon, grazie Steven Brown, Blaine Reininger, Peter Principle, Luc Van Lieshout e Bruce Geduldig, per la splendida serata di musica di ieri sera al DOM di Bologna. Grazie Associazione Laminarie che ha organizzato l’evento di tre giorni che li vede protagonisti, e grazie all’amico Lorenzo che mi ha praticamente ordinato di venirci! 🙂
    Visti per la prima volta nel 1983, dopo 31 anni la loro musica continua ad essere attuale e all’avanguardia, perchè senza tempo, fatta di elettronica, di suoni elettrici e acustici, con i fiati meravigliosamente armonizzati e le voci sempre ricche di fascino. Le proiezioni video nei due schermi ai lati superiori del palco erano ora ammalianti, ora ironiche, ora provocatorie, il pubblico entusiasta ma rispettoso dell’atmosfera del concerto. Non si poteva pretendere di meglio. Beh, magari di un fotografo meno scarso! 😀

     

  • Rompere le scatole

    Rompere le scatole

    Non potevo rifiutare un’invito di scrivere qualcosa  su romperelescatole.tumblr.com

    romperelescatoletumblr

     

    Una volta li ho contati: nove traslochi. Dieci case. Li ho contati per te che non avevi mai fatto un trasloco.

  • Ti leggevamo le fiabe irlandesi

    Ti leggevamo le fiabe irlandesi

    … adesso hai 18 anni, ti piace leggere, scrivere tuoi racconti e… l’odore della carta.

    “La luna spuntò improvvisamente da dietro una nuvola, e ci consentì di vedere, con la chiarezza con cui ora vedo il foglio che ho davanti, la figura di una donna alta e magra, a capo scoperto, con lunghi capelli che si muovevano attorno alle spalle”

    Il libro è Fiabe Irlandesi, di William Butler Yeats:
    Il “piccolo popolo” dei folletti, esseri alti una spanna che fanno burle e dispetti e possono rapire bambini dalla culla sostituendoli con i loro rampolli grinzosi come vecchi decrepiti; i leprecani, gnomi calzolai che fabbricano le scarpe per le danze delle fate; le sirene che escono dal mare per pettinarsi e allora si possono catturare, basta rubar loro il cappello rosso a tre punte; i giganti dalla barba di pietra che si salda alla roccia delle scogliere; i cadaveri insepolti che s’aggrappano alle spalle dei vivi e si fanno trasportare fino a che non gli si scava un tomba… Il folklore irlandese è gremito d’una folla di presenze soprannaturali che discendono in linea diretta dall’antico paganesimo celtico e che si mescolano coi diavoli e coi santi delle leggende cristiane in una continuità fantastica atemporale, radicata ai prati e alle pietre della verde isola indomabile. (…) Italo Calvino, da qui

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  • Il mio prof di Musica delle medie

    Il mio prof di Musica delle medie

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    Il Professore di musica entra in classe a testa bassa. Butta faldoni di registri, spartiti e riviste musicali sulla cattedra, sbuffa e ci guarda sfuocati.
    “Oggi parliamo di Beethoven. Sinfonia numero 6. Pastorale”.
    Con il suo passo pesante e sbilenco si avvicina al giradischi in dotazione all’aula di musica, una fonovaligia del Reader’s Digest. Prende un 33 giri e sfila il disco di vinile con cura, lo pulisce con un tampone di velluto, lo guarda di traverso verso la luce opaca dei finestroni zigrinati, alla ricerca di ulteriori granelli di polvere. Bofonchia, forse contro il giradischi, forse contro il provveditorato, il governo Andreotti, noi, non lo so, sembra che ce l’abbia perennemente con qualcuno.
    Mette il disco sul piatto, fa partire il giradischi tirando indietro il braccio della testina, clac, appoggia con delicatezza estrema la puntina sul disco che gira. TocScraac… ruota la manopola del volume con decisione, in un tripudio di scariche elettrostatiche dal potenziometro impolverato, le nostre orecchie ferite rimangono stordite per alcuni istanti, finchè i suoni registrati dell’orchestra riescono ad avere la meglio sul rumore di fondo, e riempire la stanza di musica.
    Una ventina di ragazzini di prima media degli anni ‘70 ora sono in un’aula chiusa di una scuola di provincia, fuori è freddo e nebbia. Un adulto, un dipendente statale con apparenti problemi di nevrosi, tramite un giradischi acusticamente ridicolo, si assume il compito di trasportarci tutti in un bosco lussureggiante dei primi anni dell’800, in una natura che si risveglia alla vita. Con la mano alzata in alto il Professore cattura ogni nostra attenzione, soffoca risolini, siamo dinnanzi a un direttore d’orchestra, a uno sciamano, al prete che ci attende con l’ostia in mano. Non c’è spazio per distrazioni, il Professore ci nomina ogni strumento dell’orchestra, nomi che non abbiamo mai sentito prima, come l’oboe, e come ogni suono rappresenti un ruscello, un cinguettio, il vento, la pioggia, il tuono, la rugiada.
    E poi il nostro sgraziato, claudicante, sovrappeso Professore, danza. Danza, estaticamente trascinato dall’amore per la musica, ondeggia con le mani ad arco, ora misurato partner di una compagna invisibile, ora ballerino classico solista che prova i passi in camerino. Ad occhi chiusi, che riapre ogni tanto per offrirci qualche breve scintilla delle emozioni che lo devastano. Non posso parlare per gli altri, io lo ascolto ammirato, per quanto la situazione sia anche assolutamente a rischio delle nostre risate da ragazzini.
    Alla fine del disco si abbatte stremato sulla sedia dietro la cattedra, scende il silenzio. Senza guardarci ci dice:

    “Spero che vi sia piaciuto Beethoven. Fatene tesoro”.

     

    (Il mio professore di musica delle medie era fratello di Don Giuseppe Borea, 1910-1945, martire della Resistenza Piacentina. A volte ce ne parlava in classe, con profondissima emozione. Sicuramente la perdita tragica, violenta ed ingiusta del fratello lo aveva segnato profondamente nell’animo. Quando ascolto della buona musica, e riesco ad apprezzarla, non posso non pensare al prof., e come ha cercato di farmi comprendere l’Arte per amarla.)

    donboreaDon Giuseppe Borea
    Parroco di Obolo in Val d’Arda (Piacenza), don Giuseppe fu arrestato per antifascismo nel 1942 e deferito al Tribunale speciale.
    La caduta di Mussolini gli evitò il processo e gli valse la liberazione. Subito dopo l’armistizio, il sacerdote entrò nella Resistenza come cappellano della Divisione partigiana “Val d’Arda”, comandata dal colonnello Giuseppe Prati. Catturato dai fascisti il 27 gennaio 1945, don Borea fu condannato a morte e la sera del 9 febbraio fu messo al muro. Rifiutate la sedia e la benda, il cappellano perdonò i suoi carnefici e disse: “Offro la mia vita per la pace e la grandezza della Patria”, poi, toltosi il mantello, gridò: “Viva Gesù, Viva Maria, Viva l’Italia.” Colpito da otto pallottole, don Borea fu finito con un colpo alla nuca. Dopo l’assassinio i fascisti, insoddisfatti, si portarono alla canonica di Obolo con l’intenzione di eliminare anche don Riccardo Sala che la reggeva in luogo di don Borea. Fortunatamente non trovarono né il prete, né i suoi fratelli, Carlo e Camillo, entrambi partigiani.” Da: http://www.anpi.it

    Per chi volesse approfondire trovate qui la ricerca fatta da alcuni studenti del Liceo Respighi di Piacenza – DOCPPT

     

  • Riparare lo sciacquone: un tutorial.

    Riparare lo sciacquone: un tutorial.

    idraulico

     

     

    Adesso metto anch’io su YouTube un tutorial per aggiustare lo sciacquone del water, nel mio si vede una mano che compone il numero di un idraulico.

    Mi ero messo d’impegno per aggiustarlo, spronato dalla fiducia dei famigliari: “Allerto la protezione civile” “Povero papà”.
    Ma uno sciacquone è un meccanismo diabolico, la sua invenzione e progettazione risale a diversi secoli fa, per opera degli stessi costruttori delle macchine per la tortura, del Supplizio della Ruota, dell Disco di Norimberga, della Pera Rettale.
    Successivamente. in anni più recenti, sono state introdotte delle tecnologie aliene, provenienti dall’Area 51. I materiali usati sono senzienti, si fanno smontare ma mutano forma subito dopo, infatti, mentre smontavo gli incredibili componenti, mi è sembrato di sentire distintamente una pernacchia in lingua Andromedana.
    Per fortuna Behemot, il mio idraulico, era libero. Forse per il suo leggero strabismo, o perchè da piccolo è stato risucchiato da una astronave della Nube di Oort, sapevo che avrebbe risolto il problema, con un equo scambio di moneta terrestre. Behemot lo considero ormai un caro amico, collaboro da anni al sostentamento suo e dei suoi cari, inoltre egli è in possesso della Più Grande Ventosa Del Mondo, vista il giorno del Grande Intasamento del 2004, quando una tenera amichetta di mia figlia si produsse in uno sforzo ancora oggi studiato in campo medico.
    Come per tutti gli idraulici, frasi come “Vengo verso le 11” vanno interpretate incrociando le Centurie di Nostradamus con la fisica quantistica. Al terzo SMS dalla moglie che lo stava aspettando apposta a casa: “NESSUNO ALL’ORIZZONTE” stavo per iniziare a preoccuparmi.
    Invece Behemot, in ritardo come una rockstar dell’idraulica, è arrivato e l’ha riparato in neanche un quarto d’ora. “Pulito dal calcare e cambiato una guarnizione…” mi ha detto serafico con i suoi inquietanti occhietti mefistofelici a 360°. La fa facile lui, come se non avessi visto sul pavimento del bagno le tracce rimaste del pentacolo che ha disegnato… Non ci credete? E i 45 euro che si sono smaterializzati davanti ai miei occhi? Eh? Se non sono degli emissari del demonio gli idraulici…
    Ovviamente la sua banconota da 5 di resto la porto in chiesa, ci accendo delle candele a San Maturino*, protettore degli idraulici, hai visto mai.
    (*fonte: L’Almanacco dei Santi)

  • Centoventisei

    Centoventisei

    centoventisei

     

    Lui, lei, anziani in una centoventisei lucida e perfetta. Lei guida, 25/30 km orari massimo, tiene sicura il centro della strada. E il rosario, attorcigliato sul retrovisore, oscilla dolcemente. Poi una freccia a destra, la Coop. Avranno fatto la spesa con le borsine portate da casa, piegate in 16 con l’elastico? Persino tu, merdone, che hai avuto il coraggio di comprare quel SUV GIALLO, che li hai sorpassati alla rotonda rombando, quando li hai guardati affiancandoli poi non hai avuto il coraggio di suonare il clacson.

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